Compostaggio

La compostiera classica


Il compostaggio di materiale biodegradabile è una necessità dei nostri tempi, al fine di restituire alla terra ciò che la terra ha prodotto, ed anche per eliminare masse enormi di residui alimentari prodotti dal nostro stile di vita.
Il compostaggio può essere fatto sia in condizioni aerobiche che fermentative; quello del materiale biodegradabile è generalmente aerobico visto che le ricette consigliate non prevedono sostanze particolarmente ostiche alla degradazione, inoltre la decomposizione aerobica impedisce lo sviluppo di odori cattivi.
Gli organismi aerobi, infatti, sono più veloci degli organismi che operano in assenza d’ossigeno, anche se in realtà questi ultimi sono più abili nel degradare le sostanze più difficili.
L’ossigeno è fondamentale per l’attività degradante degli organismi aerobi. Senza il giusto apporto d’ossigeno nella massa da degradare, il lavoro degli organismi aerobi rallenta o scompare con conseguente formazione di cattivi odori. La presenza di cattivi odori è indice di fenomeni fermentativi (degradazione in assenza d’ossigeno) con conseguente rilascio di ammonio. La scarsa circolazione d’aria fa sì che la quantità di umidità presente nella massa da degradare ristagni con conseguente formazione e fuoriuscite di percolato e aumento di cattivi odori.
La costante circolazione dell’aria favorisce l’evaporazione dell’umidità in eccesso e la non compattazione del materiale, con aumento delle superfici disponibili per gli organismi aerobi, facilitando e accelerando la trasformazione della massa. La presenza di cattivi odori è indice d’eccessiva quantità di sostanze umide rispetto a quelle secche unitamente ad un calo d’ossigeno con massa troppo compressa.

Le prime compostiere domestiche disponibili sul mercato erano per lo più contenitori verticali senza fondo in cui versare vari tipi di rifiuti domestici tra cui scarti alimentari, fogliame e pezzetti di legno. Queste hanno da subito evidenziato grandi limiti d’utilizzo ed inconvenienti, difficili da spostare, l’essere confinate nel posto più lontano del giardino per i cattivi odori sviluppati, l’attirare animali ed insetti che vi prolificano e la necessità che la massa sia smossa e rivoltata manualmente varie volte con tempi lunghi per ottenere un discreto compost.

Le compostiere domestiche di senconda generazione sono a forma di barili o cilindri o poligonali, vengono disposte su idonei sostegni per essere ruotate così da evitare di rivoltare manualmente il cumulo e hanno pareti perimetrali con fori per arieggiare la massa all’interno.
I fori, di generose dimensioni, causano la fuoriuscita dei liquidi in eccesso presenti o polveri sottili se la massa è troppo secca. Detti fori, di solito, non sono chiudibili permettendo così agli insetti di annidarsi e proliferare all’interno della compostiera; inoltre nei periodi freddi essi non permettono il raggiungimento di una temperatura idonea alla massa contenuta, causando un allungamento dei tempi di produzione del compost che, abbinato a un non continuo rimescolamento e ad una scarsa aerazione, causano la comparsa dei cattivi odori; cosicché generalmente anche queste sono destinate a essere collocate in giardino.


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